Se qualcuno ha vissuto all’estero (o risiede attualmente, o conosce bene determinati luoghi) e volesse partecipare a quest’iniziativa, può scrivermi a info@alimentazioneinequilibrio.it. Si tratta di creare mini-guide riguardo abitudini e piatti tipici (o da *non* ordinare!) di paesi esteri, magari di città specifiche. Sono graditi link e indirizzi di posticini dove fare la spesa o pranzare/cenare/fare un brunch o una merenda, il tutto ovviamente secondo i principi di un’alimentazione sana e consapevole.

Per la rubrica Mangiare sano all’estero, oggi la mia lettrice Annamaria ci porta a Dublino, dove ha vissuto per qualche tempo.
Sono felice di pubblicare i suoi consigli anche perché ho una cara amica che da qualche mese lavora a poca distanza dalla città irlandese, e penso che i suggerimenti di Annamaria potrebbero essermi utili nei prossimi mesi…
Mettetevi comodi e… buon viaggio!

1. In Irlanda la gente non può prescindere dalla carne, soprattutto di manzo ma anche agnello e pollo. Nei pub e nei ristoranti a buon mercato aspettatevi menu che includono hamburger, bistecche, petto di pollo impanato e fritto, Irish stew (un ottimo stufato di carne di agnello). Piatti tipici da pub sono anche il fish and chips (tradizionalmente con merluzzo fritto, o eglefino) e il banger and mash (salsiccia con purè di patate).
Al mattino troverete anche la tradizionale Irish breakfast, molto simile all’English breakfast, e altrettanto pesante: uova, salsiccia, pancetta, fagioli, pudding, pomodori e patate.
Non disperate, tutti i caffè e i pub hanno sempre una soup of the day che può essere una valida alternativa per un pasto leggero. Se siete intolleranti al lattosio assicurativi che non contenga latte, panna o simili. È in genere servita con accompagnamento di pane integrale di soda e burro (salato, come tutto il burro irlandese).

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2. Tra i contorni è immancabile il coleslaw, un’insalata di carote e cavolo verza completamente ricoperta di maionese. Altri contoni comuni sono le patate in ogni salsa: fritte, lesse, in puré; tra le verdure non amidacee potreste trovare carote e broccoli lessi, spesso senza condimento.

3. Alternative salutari ce ne sono. Primo fra tutti, per lunch saporiti e contenuti nel prezzo, si possono visitare i vari farmer’s market (un po’ l’equivalente dei nostri mercati a km zero) disseminati per la città e nei paesini vicini, attivi soprattutto nei weekend, dove oltre alle bancarelle che vengono hamburger, kebabs e via dicendo si possono trovare falafel accompagnati da ricche insalate, sushi, noodles con verdure, deliziosi dolci che seppure n on dietetici fanno venire l’acquolina in bocca (e in genere valgono la pena di uno strappo). Alcuni di questi mercatini sono interamente o parzialmente dedicati ai prodotti biologici e possono essere all’aperto o al chiuso.

4. Nelle campagne intorno a Dublino proliferano le fattorie che producono verdure biologiche. La preferita di Annamaria è la McNally Farm. Trovate le sue bancarelle a Dublino, in Temple bar e a Dun Laoghaire: qui potete comprare verdure tipiche e non (seppure prodotte in Irlanda), rigorosamente biologiche. Può tornarvi utile qualora siate in appartamento e abbiate la possibilità di cucinare i vostri pasti.
Vendono anche marmellate, relish (salse dolci per accompagnamento di carni o altro) yogurt, burro (in Irlanda il burro è per definizione salato a meno che sia specificato diversamente sulla confezione) di loro produzione, ma non biologici.

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5. Un Irlanda la verdura biologica può essere prodotta in serra, ma risponde a regole più rigide che non in Italia: i prodotti biologici, anche se di serra, in genere seguono la stagionalità. In Italia, invece, potete trovare pomodori biologici anche a gennaio.

6. Se siete in albergo e non potete cucinarvi a casa, troverete caffè aperti a pranzo che servono prodotti biologici in Newmarket square (un po’ fuori dal centro, dietro il famoso quartiere delle Liberties). Li trovate rispettivamente nel mercatino della Dublin food coop e in quello del Green Door market, che si trovano uno accanto all’altro. Sono posti informali, se non hippie: servono per lo più panini, pizze e dolci ma anche cibo indiano e greco. Non aspettatevi niente di raffinato, ma piuttosto cibo sano e casareccio offerto in un’atmosfera familiare. Questi caffè si trovano all’interno di mercatini di prodotti biologici e locali. Se decidete di andare, controllate gli orari di apertura (non sono aperti tutti i giorni).

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7. Pur non essendo un’esperta di ristoranti vegetariani, Annamaria vi consiglia di fare un giro al ristorante Cornucopia in Wiklow street, che offre piatti caldi che potete scegliere direttamente dal loro buffet, una verità di insalate, anche di legumi, minestre e appetitoso pane integrale o di semi.

8. Altre alternative veg: Blazing salads, un bar self service, e la catena Govinda, con vari ristoranti sparsi in tutta la città. Servono cibo vegetariano e indiano.

9. Come in Inghilterra, anche in Irlanda quando si ordina un’insalata è bene non aspettarsi condimenti a base di olio di oliva. I condimenti sono in genere serviti a parte, ma conviene accertarsene al momento dell’ordinazione.

Grazie mille ad Annamaria!