Questo articolo sarà atipico. Non vi parlerò di alimentazione, ma vi riporterò la testimonianza di una mia paziente.
Ho conosciuto Claudia (sto usando uno pseudonimo nel rispetto della sua privacy, come da lei richiesto) più di un anno fa: si era rivolta a me per problemi di colon irritabile. Quando ci siamo incontrate sono emersi dei punti critici della sua alimentazione che avevano poco a che fare con problematiche strettamente intestinali, come ad esempio un rigido controllo su tutto quello che mangiava, o una selettività nella scelta del cibo dipendente da schematismi autoimposti. 
I sintomi relativi al colon irritabile erano certamente dovuti a sbagli alimentari, ma la loro insorgenza era influenzata anche da una consistente componente emotiva. Inoltre, certe restrizioni alimentari di Claudia sfociavano in un abuso compensatorio di verdure, la cui componente di fibra e polisaccaridi fermentescibili non è d’aiuto per meteorismo e gonfiore.

Dopo il nostro primo appuntamento mi sono tenuta in contatto con Claudia: pian piano i suoi problemi intestinali si sono attenuati, senza scomparire del tutto, ma quel che è più significativo è stato il suo differente approccio al cibo.
Meno controllo, meno rigidità, meno auto-punizione.

A distanza di diversi mesi Claudia ha chiesto un secondo appuntamento con me. Questa volta per essere aiutata ad avere un’alimentazione funzionale al suo problema di amenorrea.

Continuando a seguire il mio sito, ha cominciato a capire quanto gli errori alimentari perpetrati per anni e quanto le restrizioni alimentari abbiano contribuito a crearle un disequilibrio ormonale che le causa l’assenza del ciclo, calo della libido e problemi di irsutismo.

Claudia mi ha scritto dicendomi che era pronta per accettare anche quei lati della femminilità che fino ad allora l’avevano impaurita, come ad esempio il fatto che gli ormoni femminili siano responsabili delle nostre curve sinuose. Una donna magra in amenorrea (o dismenorrea) è una donna con tratti spigolosi e secchi, proprio come Claudia; viceversa, una donna sovrappeso con amenorrea è tendenzialmente gonfia.
Il percorso che Claudia ha deciso di intraprendere non è affatto semplice: significa affrontare mostri e paure taciuti da anni. Significa accettarsi a 360°. 
Ma Claudia è una ragazza tenace, che quando prende una decisione la vuole perseguire fino in fondo.

I risultati non hanno tardato ad arrivare in termini di salute fisica e benessere mentale, mentre per il riequilibrio ormonale completo ci stiamo ancora lavorando: un’armonia endocrina non è qualcosa che si raggiunge nell’arco di pochi mesi, quando è stata minata per anni!
Claudia ha cominciato a stare talmente bene, che -scherzando- mi ha proposto di farmi da testimonial. Io l’ho presa alla lettera, e le ho proposto di concedermi un’intervista da pubblicare sul sito.
Non mi resta che far parlare lei stessa…

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Ciao Claudia: grazie per aver accettato di parlare di te. 
Ti sei rivolta a me in due differenti momenti: inizialmente per un sospetto colon irritabile, e poi per risolvere problemi di dismenorrea, che durante il nostro primo incontro avevamo appena accennato. 
La prima volta che ci siamo incontrate eri consapevole che il tuo eccessivo controllo su quello che mangiavi era una concausa dei problemi intestinali?
No, direi che non ne avevo alcuna consapevolezza. Ero totalmente convinta che il mio stile alimentare fosse adeguato, e che i miei problemi legati al colon irritabile (che in parte facevo anche fatica ad ammettere) dipendessero esclusivamente da eventuali intolleranze.

A grandi linee, che cambiamenti hai apportato dopo il primo incontro, e quali sei riuscita a mantenere?
Il primo incontro mi ha aiutata a capire che non bilanciavo adeguatamente i pasti: ad esempio, di solito pranzavo esclusivamente con carboidrati-verdura-frutta e cenavo con proteine-verdura-frutta senza quasi utilizzare i grassi. La consulenza mi ha fatto prendere coscienza che questo scarso bilanciamento era la causa dei miei cali di energie (soprattutto pomeridiani), e quindi ho cominciato ad introdurre un pochino di proteine o frutta secca a pranzo e un piccolissimo quantitativo di carboidrati la sera. Di sicuro non erano sufficienti, però ho sentito parecchio la differenza (in positivo) dal punto di vista delle energie. Prima dovevo per forza mangiare qualcosa ogni poche ore perché altrimenti non mi reggevo in piedi; in seguito non ho quasi più avuto bisogno di spuntini frequenti e ho diminuito parecchio i carboidrati fra i pasti.
Dopo aver fatto questo cambiamento, non l’ho più abbandonato, perché effettivamente ho sentito il beneficio.

Soffrivi già di amenorrea quando ci siamo viste la prima volta?
Decisamente sì, io soffro di amenorrea fin da quando ero adolescente: se non ricordo male, ho avuto il primo episodio di amenorrea a 15 anni, dove non ho avuto il ciclo per 7 mesi; ma anche prima avevo un ciclo molto irregolare, ogni 3-4 mesi. Avendo sempre avuto questa caratteristica, però, ero convinta che fosse la mia “normalità”.

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Cosa ti ha spinto a tentare un nuovo cambiamento alimentare per il tuo riequilibrio ormonale?
Negli ultimi 6 mesi, ho preso maggiormente coscienza degli errori che stavo facendo dal punto di vista alimentare, soprattutto grazie ai tuoi articoli: ho capito che tanti aspetti legati al mio ciclo, che pensavo essere normali, in fondo tanto normali non erano. In più, ho iniziato a notare molti cambiamenti nel mio corpo (amenorrea, lieve calo di peso – e già partivo da un sottopeso importante – calo della libido, diminuzione del seno, ecc…) e ho capito che i miei ormoni non funzionavano come avrebbero dovuto. C’è stato un momento in cui ho avuto molta paura: fino ad allora ero convinta che la mia alimentazione fosse quasi perfetta, poi mi sono resa conto che andando avanti così avrei rischiato fortemente di avere problemi di salute in futuro, e ho pensato di dover fare assolutamente qualcosa.

Quali erano i tuoi sbagli di maggior rilievo ai fini degli ormoni?
In primis, credo che l’errore maggiore fosse la quasi totale assenza di colesterolo e di grassi nella mia alimentazione. Me ne sono accorta solo di recente, ma guardandomi indietro, per troppi anni ho eliminato i grassi dalla mia vita. Nell’ultimo anno e mezzo avevo lievemente reintrodotto poca frutta secca e pochissimo olio extravergine (solo a crudo), ma gli anni passati proprio non utilizzavo niente che contenesse grassi.
Per quanto riguarda le proteine, non ne usavo quantità così misere come con i grassi, ma sicuramente erano insufficienti.
Un altro sbaglio (forse non troppo rilevante ai fini ormonali, ma molto per il mio benessere) era il quantitativo industriale di verdura e frutta che assumevo. Ero convinta di poter campare di sola verdura, quindi compensavo le mie mancanze di altri nutrienti mangiandone davvero troppa… Con grande gioia del mio colon, che da anni stava tentando di mandarmi segnali per farmi capire che forse stavo esagerando, ma che ho sempre voluto ignorare.
Infine, un grosso errore era sicuramente quello legato alle restrizioni e alle compensazioni: nei giorni in cui mi vedevo “più grassa” (pur sapendo di non esserlo affatto) o in cui mi sembrava di aver mangiato “troppo”, restringevo i pasti per compensare i presunti eccessi. Forse neanche questo faceva bene ai miei ormoni.

Quanto ti è pesato riconoscere gli errori, e porvi rimedio?
Riconoscerli mi è pesato moltissimo, perché -come ho detto prima- ero completamente convinta che il mio modo di alimentarmi fosse la strada migliore per una vita lunga e in perfetta salute. Ora che me ne sono accorta, mi pare assurdo di non essermene resa conto prima, visto quanto era palese il male che mi stavo facendo. Evidentemente dovevo arrivarci “da sola” e quando sarei stata pronta. Forse se un anno fa tu mi avessi dato una dieta come quella che sto seguendo ora, non sarei neppure riuscita ad intraprenderla.
I primi giorni di nuova alimentazione sono stati un po’ difficili… Ho avuto momenti di forte angoscia, mi sentivo come se stessi facendo un salto nel vuoto… Poi, dopo pochissimo tempo, ho iniziato a sentire i benefici e ho pensato che quella era la strada giusta. Ancora oggi a volte mi crea problemi non poter più compensare o restringere la mia alimentazione (facendolo da tanti anni, credo ci voglia del tempo per disabituarmi), ma fin da subito mi sono fidata delle tue rassicurazioni sul fatto che la dieta non mi avrebbe fatto aumentare di peso o mettere su la pancia (cose che purtroppo sono ancora inconcepibili per me) e quindi resisto!

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Quali sono state le cose che ti ho prescritto e che ti sono state più difficili da accettare?
Al primo posto metterei l’aumento dei grassi e del colesterolo: quando mi hai detto di usare 4 cucchiai d’olio al giorno, mi è sembrata una vera esagerazione! Per non parlare delle due uova a porzione… Ma forse la cosa ancora più difficile da accettare e da mettere in pratica è stata la diminuzione delle verdure, per i motivi sopra descritti.
…Ecco, mi stavo dimenticando il sale! Non mi ricordo da quanto tempo non lo usassi più… Ed ero convinta al 100% di poter farne a meno perché nocivo, quindi è stata dura, più che con l’olio! Al momento, cerco di usarne un pizzichino ad ogni pasto, ma capita ancora che me ne dimentichi.

Ora le cose positive: cosa è cambiato in te dopo il secondo “cambio dieta”? Che benefici hai avuto a livello mentale e a livello fisico?
Per certi aspetti, sono un’altra persona: prima di iniziare la dieta avevo continuamente delle ossessioni alimentari, non facevo altro che pensare al cibo, guardavo qualsiasi programma sul cibo, i food blog… Quando ero al supermercato, controllavo tutti i cibi spazzatura e leggevo le loro etichette, solo per rinforzare l’idea che erano schifezze e che era inconcepibile pensare di mangiarli. La mia mente era totalmente assorbita dal cibo. Dopo pochi giorni dal cambio dieta, queste cose sono “magicamente” sparite: non ho più sentito il bisogno di pensare così tanto al cibo né di guardare programmi/leggere blog. Credo che le mie carenze alimentari fossero così radicate che la mia mente cercasse di segnalarmi che c’era qualcosa che non funzionava. Anche in questo caso, ero convinta che fosse normale avere queste ossessioni, perché le avevo da tanti anni, e quindi non mi ponevo il problema che fossero un segnale di allarme.
Altro cambiamento che ho notato: prima certi cibi mi facevano “paura”, anche solo a guardarli o a pensarci (ad esempio, i fritti, i dolci…). Ora di certo non li mangerei, ma non mi preoccupano; se vado al ristorante e le persone del mio tavolo (o dei tavoli vicini) prendono cibi per me impossibili, non mi sconvolgo più. Non ci penso per giorni, come mi capitava prima.
Poi, sempre dal punto di vista mentale, mi sento più serena e meno aggressiva: prima, tutti i giorni avevo dei “cali di zuccheri” che mi procuravano momenti di angoscia e di forte nervosismo; da quando ho iniziato la dieta, non mi è mai più successo. Inoltre, non mi sveglio più la notte pensando al cibo in maniera ossessiva (e non sogno più il cibo). Di recente, sto riuscendo a smettere di pesarmi tutti i giorni (ora lo faccio solo 1-2 volte a settimana) e anche questo sta contribuendo fortemente al mio benessere mentale!
Per quanto riguarda invece i cambiamenti a livello fisico, ho decisamente molta più energia! Non ho più perennemente fame (altra cosa che reputavo normale…) e sto imparando a gestire la sensazione di sazietà (prima non sapevo neanche che cosa volesse dire), che mi ha sempre creato problemi perché credevo che significasse che avevo mangiato troppo.
Sto iniziando anche a vedere qualche piccolo cambiamento a livello ormonale: lieve aumento del seno e della libido, a volte qualche doloretto alle ovaie (che da tanti mesi erano silenti)… Io mi sto impegnando il più possibile per vedere se mi torna il ciclo!

Come vivi questa dieta? Pensi di riuscire a mantenerla sul lungo termine, o ti costa fatica?
Sono convinta di poter riuscire a mantenerla sul lungo termine, anche se a volte mi costa fatica. I miei conflitti con il mio corpo e con il cibo non sono ancora risolti, quindi certi giorni avrei l’impulso di tornare alle “care” vecchie abitudini… Inoltre, i miei problemi ormonali sono in gran parte legati ad una forte difficoltà ad accettare alcuni aspetti dell’essere donna (la maternità), quindi se da una parte voglio fortemente stare bene, dall’altra c’è ancora qualche tentativo di “autosabotaggio”. Però sono davvero fiduciosa: non sono sola, ma mi sento seguita da un’ottima professionista che è riuscita a capire come approcciarmi (e ti assicuro che non ci sarebbe voluto niente a farmi scappare a gambe levate…) e so che nei momenti di difficoltà ho un punto di riferimento.
Quindi sì: posso farcela!!!

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Auguro a Claudia ogni bene, soprattutto in questi giorni: a distanza di più di un mese dall’intervista, che non ho avuto modo di pubblicare prima, mi ha scritto giusto ieri per dirmi che sembra proprio che l’arrivo del ciclo sia imminente! I sintomi ci sono tutti, voglia di carboidrati compresa… Ci siamo sentite al telefono per qualche consiglio extra. E ora, incrociamo le dita per un nuovo benessere, anche con l’aiuto delle sedute di agopuntura iniziate settimana scorsa.

E voi, mie splendide lettrici, avete mai pensato che convinzioni alimentari errate perpetrate per anni potrebbero aver influito sui vostri ormoni, e che correggere questi errori vi aiuterebbe a trovare nuova Armonia?