Il colesterolo: per abbassare i suoi valori ematici è davvero indispensabile prendere Danacol tutte la mattine, al modico prezzo di 1,15 € (circa) la bottiglietta?

Si è cominciato a parlare di colesterolo quando studi scientifici ne hanno evidenziato la correlazione con un maggiore rischio di contrarre infarto e patologie cardiovascolari. La soluzione inizialmente sembrava semplice: non mangiate colesterolo, e sarete maggiormente protetti. Presto si è scoperto che il nesso non è così automatico: se davvero basta eliminarlo dalla dieta per abbassarne i livelli ematici, com’è che i consumatori abituali di margarine e oli di semi hanno una colesterolemia superiore rispetto a chi usa il burro? Tanto gli oli di semi quanto la margarina che da essi deriva sono prodotti vegetali, quindi privi di colesterolo al contrario del burro!
Cerchiamo di fare chiarezza su un argomento che non è per nulla semplice.


Fino a trent’anni fa si era concordi nell’affermare che un eccesso di colesterolo alimentare causava un aumento di mortalità per rischio cardiaco: ora non è più così. Cominciamo con i dati di fatto. Il colesterolo è un tipo di grasso che si trova esclusivamente nei prodotti di origine animale: carne, pesce, uova, latte e derivati. Il mondo vegetale è privo di colesterolo: al contrario legumi, cereali e verdura sono ricchi di steroli vegetali, molecole chimicamente simili al colesterolo che aiutano ad abbassarne i livelli grazie ad un meccanismo competitivo. Per dirla in modo semplice l’intestino assorbe steroli al posto di colesterolo, che viene eliminato.
Quando si fanno gli esami del sangue vengono rilevati tre valori di colesterolo: il colesterolo ‘cattivo’ LDL, il colesterolo ‘buono’ HDL e il colesterolo totale (dato dalla somma dei primi due).
Il colesterolo LDL favorisce la formazione di placche a livello delle arterie: la portata sanguigna si restringe, passa meno sangue nell’arteria, e meno sangue arriva ai tessuti. Meno sangue significa meno ossigeno e meno nutrienti: il tessuto pian piano riduce la sua funzionalità; capirete che se questo accade alle arterie che irrorano organi vitali (cervello, cuore, polmoni, fegato…) la condizione comincia a farsi seriamente patologica. Non solo: immaginate un tubo che pian piano si restringe collegato a un rubinetto d’acqua; cosa succede se voi aprite il rubinetto al massimo? Inizialmente l’acqua scorre senza problemi, ma quando la portata del tubo comincia a diminuire la pressione dell’acqua sale notevolmente, perché fa più fatica a passare. La stessa cosa accade all’arteria ostruita: una condizione di simile ipertensione cronica causa seri problemi cardiaci.
Dunque il colesterolo LDL a lungo è stato considerato uno dei fattori di rischio per patologie a carico cardiaco; una certa parte di comunità scientifica ha però cominciato a mettere in discussione questo dato: e se il colesterolo LDL non fosse causa ma effetto di infiammazione? – ci si è chiesti. Ci sono ipotesi che suggeriscono che il colesterolo LDL venga portato a livello di placche articolari già formate per aiutare il processo di smantellamento delle placche stesse: dunque non contribuirebbe alla loro formazione, ma servirebbe alla loro eliminazione. Tuttavia proprio a livello della placca il colesterolo LDL verrebbe coinvolto in reazioni degenerative, rendendosi pericoloso. Per essere rigorosi bisognerebbe dunque distinguere tra colesterolo LDL ossidato (nocivo) e colesterolo LDL non ossidato (fisiologico): qui la questione comincia a farsi davvero molto complessa, e se mi addentro ulteriormente temo perderei i miei lettori!
Arriviamo invece a parlare del colesterolo HDL, quello ‘buono’: è il tipo di colesterolo che diminuisce i fattori di rischio per il cuore grazie alla sua capacità di agevolare l’eliminazione del colesterolo ‘cattivo’. Più alti sono i valori di HDL meglio è per la nostra salute; le donne saranno contente di leggere che siamo proprio noi tra i due sessi a vantare livelli più alti di HDL: grazie alla nostra condizione ormonale siamo più protette degli uomini da ictus e infarto, almeno fino alla menopausa.

Poco fa ho detto che il colesterolo è un grasso, ma non è un grasso come tutti gli altri: non ha una funzione energetica (ovvero non andrà mai a costituire le nostre riserve di ciccia!), bensì strutturale e funzionale: è infatti costituente delle membrane cellulari, a cui conferisce fluidità e capacità di inter-relazionarsi. Dal colesterolo derivano poi gli acidi biliari che permettono la digestione dei grassi da parte dell’intestino; infine, il colesterolo è il precursore di importanti ormoni con diverse funzioni a livello organico: mineralcorticosteroidi che mantengono l’equilibro idrico e salino, corticosteroidi anti-infiammatori e soprattutto ormoni sessuali (estrogeni, progesterone e testosterone).

Il colesterolo, quindi, è importantissimo per il nostro organismo, tanto che siamo in grado di sintetizzarlo autonomamente: se non fosse fondamentale per l’equilibrio biochimico del nostro corpo avremmo perso questa capacità. I livelli di colesterolo che si rilevano dagli esami del sangue sono solo in parte derivati dal colesterolo alimentare: esiste anche la quota derivante dal colesterolo endogeno (ossia quello che produciamo); vi dirò di più: la nostra produzione di colesterolo supera di gran lunga i quantitativi che possiamo introdurre con la dieta!
Vi siete mai chiesti perché il programma Danacol (o chi per esso) ha una garanzia di sole quattro settimane? Danacol è una fonte concentrata di steroli vegetali che, come ho detto a inizio articolo, competono con l’assorbimento del colesterolo: quando si introduce meno colesterolo (meno alimenti di origine animale con la dieta) o quando se ne assorbe in minor quantità (più steroli da alimentazione o integratori) il corpo legge il deficit come un allarme, proprio perché il colesterolo è indispensabile per svariate funzioni che prima ho riassunto. La reazione immediata è anche la più semplice: l’organismo risponde alla carenza alimentare producendo più colesterolo endogeno. Tale meccanismo scatta dopo circa 3-4 settimane: esattamente la copertura temporale garantita da Danacol.

Un ultimo appunto. Poco fa ho detto che il colesterolo è precursore di ormoni sessuali: quando una donna comincia a mangiare meno carne e più prodotti vegetali innesca una serie di meccanismi che si ripercuotono anche a livello ormonale. Uno degli effetti collaterali del cambio di alimentazione è un ciclo mestruale irregolare, condizione che si può protrarre anche per 3-4 mesi. Sebbene sia un effetto non propriamente positivo del nuovo stile alimentare, bisogna avere un po’ di pazienza e dare tempo al proprio organismo di riarmonizzarsi. Potreste anche notare debolezza, stanchezza e facile affaticamento: sono tutte conseguenze dello scombussolamento estroginico; cercate di non intraprendere da sole cambiamento così radicale di abitudini alimentari, ma rivolgetevi sempre a un professionista competente.

Come per l’osteoporosi, ho voluto introdurre l’argomento del colesterolo dando qualche nozione circa la sua funzione metabolica. Il prossimo articolo tratterà invece i consigli alimentari per l’ipercolesterolemia. Un’anticipazione…? Se volete abbassare il colesterolo nel sangue otterrete risultati ben più concreti limitando i dolciumi e i carboidrati raffinati (pasta, riso e pane) che non eliminando totalmente formaggi e uova: tra una settimana scoprirete perché!